Sezione 1.1: Trasmissione dell’informazione Su  Capitolo 1: Una visione di insieme Sezione 1.3: Segnali analogici, certi ed aleatori 

1.2  Trasmissioni numeriche

Sorgente e destinazione numerica  il messaggio informativo in questo caso è di natura discreta, ossia ad intervalli di tempo regolari sono prodotti simboli appartenenti ad un insieme finito, come ad es. le lettere dell’alfabeto;
Modem  i simboli che compongono un segnale numerico devono essere trasformati in un segnale analogico mediante l’utilizzo di dispositivi chiamati modem[5]  [5] La parola Modem è una contrazione delle due parole modulatore-demodulatore. (o codificatore di linea), come rappresentato dalla figura seguente, in cui è evidenziato come per una trasmissione unidirezionale[6]  [6] Nelle trasmissioni unidirezionali, sorgente e destinazione non si scambiano i ruoli. La trasmissione stessa viene anche indicata con il termine di half-duplex. occorra solo metà delle funzioni del modem per entrambi i lati del collegamento, mentre nel caso di collegamento full duplex (in cui entrambi gli estremi possono essere contemporaneamente sorgente e destinazione) il modem opera allo stesso tempo nelle due direzioni.
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Canale numerico la figura precedente suggerisce come sia possibile racchiudere tutto ciò che è compreso tra i due modem in un unico blocco, denominato canale numerico. Quest’ultimo è concettualizzato come una entità autonoma, e nel progetto di un sistema di comunicazione numerica è caratterizzato da un fattore di qualità individuato dalla …
Probabilità di errore  quando il modem ricevente (in figura indicato come decisore) produce un simbolo diverso da quello trasmesso si verifica un errore, e la frazione di questi eventi rispetto al totale costituisce la probabilità di errore. Gli errori sono causati dal rumore additivo presente in uscita dal canale analogico, e/o dalle alterazioni introdotte dallo stesso. Evidentemente, le prestazioni individuate dalla probabilità di errore sono strettamente legate a quelle individuate dal rapporto segnale-rumore per il canale analogico sottostante.
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Codifica di canale Nelle trasmissioni numeriche, si può introdurre una ridondanza nella sequenza trasmessa, inviando più simboli di quanti non ne produca la sorgente, e quindi di fatto aumentando il numero di simboli da trasmettere per unità di tempo; i simboli in più sono scelti in modo da essere in qualche modo dipendenti tra loro, e questa loro caratteristica rende possibile la riduzione della probabilità di errore di cui soffre il canale numerico. Infatti, grazie alla dipendenza (nota) tra i simboli trasmessi, il ricevitore è ora in grado di "accorgersi" che si è verificato un errore, in quanto la dipendenza prevista non è più rispettata; pertanto, il ricevitore può attuare delle contromisure. La ridondanza introdotta può essere così elevata da permettere la correzione di errori isolati[7]  [7] Si parla in questo caso di codifica FEC, ovvero di Forward Error Correction., oppure il ricevitore può semplicemente richiedere la ritrasmissione del simbolo errato. Le trasformazioni del segnale ora descritte prendono il nome di codifica di canale, e devono essere “rimosse” all’uscita dello stesso da un processo inverso di decodifica.
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Codifica di sorgente  Possono essere introdotti due ulteriori blocchi, che operano una codifica (e relativa de-codifica) di sorgente sulla sequenza trasmessa, con uno scopo per così dire “inverso” a quello della codifica di canale: infatti, la codifica di sorgente rimuove le dipendenze tra i simboli presenti nelle sequenze generate dalla sorgente, ottenendo di fatto un riduzione del numero di simboli da trasmettere per unità di tempo[8] [8] Pensiamo per similitudine ad un imballaggio, il cui contenuto è prima disposto in modo da occupare il minimo volume (codifica di sorgente), ed a cui viene poi aggiunto del materiale antiurto (codifica di canale).. Un tipico esempio di codifica di sorgente è rappresentato dagli algoritmi di compressione esistenti per i file di computer (come i file zippati); in tal caso, il fattore di compressione ottenibile dipende dalla natura del file trattato, ed è tanto maggiore quanto più quest’ultimo presenta caratteristiche di ripetitività e quindi di predicibilità del suo contenuto. In altre parole, l’uscita di un codificatore di sorgente è una sequenza di simboli tendenzialmente indipendenti tra loro, nel senso che ogni forma di predicibilità di un simbolo a partire dai circostanti è stata rimossa.
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Campionamento e quantizzazione  Poniamoci ora il problema di utilizzare un canale numerico per effettuare una trasmissione analogica. Il vantaggio di tale “contorsione” è da ricercarsi nel migliore comportamento delle trasmissioni numeriche rispetto ai disturbi, nonché alla loro generalità[9] [9] Nei collegamenti numerici, non occorre specializzare il metodo di trasmissione al mezzo a disposizione, anzi quest’ultimo è totalmente "mascherato" dal fornitore del collegamento numerico stesso.. Per ottenere il risultato desiderato, occorre applicare alla sorgente analogica un procedimento di campionamento, prelevandone i valori ad istanti discreti, e quindi di quantizzazione, rappresentando tali valori mediante un insieme finito di simboli. Il risultato è una sequenza numerica che può essere di nuovo convertita nel segnale originario, utilizzando un dispositivo di conversione digitale-analogica (DAC) dal lato del ricevitore. Esempi pratici di quest’ultimo processo sono ben noti, come ad esempio nel caso dei CD audio.
Rumore di quantizzazione  La riduzione dei valori campionati nell’ambito di un insieme finito produce una ulteriore distorsione, che può essere pensata sommarsi in ricezione al segnale originario, producendo una nuova fonte di degrado. L’entità del rumore dovuto alla quantizzazione è inversamente legata alla risoluzione del quantizzatore, ovvero alla capacità di differenziare tra valori di ingresso molto vicini tra loro. In definitiva, la distorsione risulta tanto minore, quanto maggiore è il flusso informativo[10] [10] Vedremo infatti al § 4.2.1.1↓ che un aumento della risoluzione del processo di quantizzazione corrisponde ad un aumento del numero di bit necessari a rappresentare ogni valore (o campione) di segnale. prodotto dal quantizzatore, espresso in bit/secondo.
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Teoria velocità-distorsioneClaude Shannon enunciò negli anni ’50 una serie di teoremi, che sono la base dell’analisi dei sistemi di comunicazione. Tali aspetti sono affrontati al Cap. 11↓, e possono essere riassunti nei seguenti tre enunciati:
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Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione

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