Sezione 19.1: Introduzione Su  Capitolo 19: Reti a commutazione di circuito Sezione 19.3: Rete plesiocrona 

19.2  Multiplazione

In generale, raggruppare assieme più comunicazioni dirette alla medesima destinazione, in modo che condividano uno stesso mezzo trasmissivo, permette di
Le tecniche di multiplazione, nella evoluzione storica delle telecomunicazioni, possono operare secondo le diverse modalità di

19.2.1  Multiplazione a divisione di tempo

Per quanto riguarda la multiplazione a divisione di tempo, nella pratica questa è attuata solo a partire da segnali numerici, come sono sempre stati i segnali dati, ed in quel contesto si è sviluppato un approccio basato sull’uso di un pacchetto dati (vedi § 17.5.1↑), attuando uno schema detto
Multiplazione statistica e commutazione di pacchetto
In questo caso il mezzo trasmissivo non è impegnato in modo esclusivo, ma la trasmissione può avvenire in modo sporadico, ed i dati inviati ad intervalli irregolari. Questo motivo, assieme alla dimensione variabile delle singole comunicazioni, porta a suddividere la comunicazione in unità autonome indicate come pacchetto dati.
La multiplazione dei pacchetti avviene quindi in modo statistico, senza riservare con esattezza risorse a questo o quel tributario: il multiplatore si limita ad inserire i pacchetti ricevuti in apposite
figure multiplazione_statistica.jpg
code, da cui li preleva per poterli trasmettere in sequenza, attuando una modalità di trasferimento orientata al ritardo (vedi § 17.4↑). La presenza di code comporta
D’altra parte, ogni pacchetto reca con sé le informazioni necessarie al suo recapito, facilitando il compito dell’instradamento (vedi § 19.7↓). A seconda dell’adozione di un principio di commutazione di tipo a circuito virtuale oppure a datagramma (vedi § 17.5.2.2↑), può essere presente o meno una fase di setup precedente l’inizio della comunicazione.
Multiplazione deterministica e commutazione di circuito
La modalità usata nella rete telefonica è invece basata su di uno schema di multiplazione con organizzazione di trama (vedi § 17.5.2.1↑) che determina un paradigma noto come commutazione di circuito, per il motivo che ora illustriamo.
Alle origini storiche della telefonia, nell’epoca dei telefoni a manovella, con la cornetta appesa al muro, la commutazione si basava sull’operato di un centralinista umano, che creava un vero e proprio circuito elettrico, collegando fisicamente tra loro le terminazioni dei diversi utenti. Nel caso in cui intervenissero più centralinisti in cascata, la chiamata risultava instradata attraverso più centralini. Da allora, il termine commutazione di circuito individua il caso in cui
Le cose non sono cambiate di molto (da un punto di vista concettuale) con l’avvento della telefonia numerica: in tal caso, più segnali vocali sono campionati e quantizzati in modo sincrono, ed il risultato (numerico) è multiplato in una trama PCM (§ 19.3.1↓), in cui viene riservato un intervallo temporale per ognuno dei flussi tributari.
Ad ogni buon conto, si noti che un risultato della teoria del traffico (pag. 1↑) mostra come l’adozione di una strategia orientata al ritardo migliora notevolmente l’efficienza di utilizzo del mezzo stesso.
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